Buon compleanno David Bowie!

Ebbene sì, l’8 gennaio 2017. uno degli artisti più poliedrici, discussi e misteriosi della storia rock, avrebbe compiuto 70 anni.

Ed invece a quasi un anno dalla scomparsa, a ricordarlo, ci rimane l’immensa eredità artistica del Duca Bianco.

Non solo musica, ma una vera e propria forma d’arte. Performance da cui nascevano alter ego, stili sempre nuovi e diversi.

Da Halloween Jack a Ziggy Stardust, dal Glam Rock al Pop Rock, al New Wave.

Passando dal palco al grande schermo, con film come L’uomo che cadde sulla Terra o Labyrinth.

Un’artista che in oltre 50 anni di carriera non ha mai smesso di sperimentare, creare e generare tendenze (oltre che anticiparle) in direzioni sempre differenti. Una figura difficile da descrivere e difficile da comprendere.

Per celebrare il suo settantesimo compleanno, gli amici e colleghi di sempre, hanno organizzato una serie di concerti benefici dal titolo “Celebrating David Bowie”, prima tappa Londra.

Carla

Noi nel nostro piccolo, lo ricordiamo con il suo ultimo regalo.

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TOP 3: Serie tv 2016

Come da tradizione, con l’inizio di un nuovo anno, si guarda al precedente e si tirano le somme. Ecco quindi, la mia personalissima top 3 delle serie tv “must-see”, uscite nel 2016.

1° Stranger things

Podio del tutto meritato va alla serie scritta e diretta da Matt e Ross Duffer, made in casa Netflix, sbarcata il 15 luglio 2016 e diventato in breve tempo un vero e proprio fenomeno, ottenendo rapidamente consensi dal pubblico. Impossibile non averne sentito parlare.

Merito in parte, del successo dilagante della serie, è sicuramente l’amore spudorato verso gli anni Ottanta, attraverso ambientazioni e sensazioni che vanno a rievocare da Spielberg a Stephen King, traboccante di richiami ad icone fantasy e sci-fi che hanno caratterizzato la cultura pop degli ultimi 20 anni.

Stranger things si distingue anche per l’ottima caratterizzazione dei personaggi e la recitazione degli attori, soprattutto molto bravi i nostri quattro piccoli eroi nerd.

Sicuramente, a mio parere, una serie da vedere assolutamente.

(Unica cosa, Undi… no, non si può sentire.)

2° Westworld

Serie nata da Jonathan Nolan e Lisa Joy, con J.J. Abrams tra i produttori esecutivi, ha debuttato ufficialmente il 2 ottobre 2016 sul canale HBO. Basata sul film “Il mondo dei Robot” di Michael Crichton, narra di un avventuristico parco a tema, chiamato appunto Westworld, in cui passato e futuro si intrecciano. Interpreti di questo parco tematico, sono i robot, con cui i facoltosi visitatori possono fare di letteralmente tutto, dall’uccidere ad abbandonarsi ai piaceri più sfrenati.

Westworld è sicuramente uno show complicato da raccontare, intricato, pieno di simbologie e rimandi, ed ammetto di essere stata inizialmente indecisa, se mettere o meno questa serie, ma è una serie che merita di essere vista.

3° 11/22/63

Una mini serie che ha debuttato in casa Fox il 15 febbraio 2016, prodotta da J.J.Abrams e basata sul romanzo 22/11/63 del buon zio Stephen King.

Ci riporta nell’America dei primi anni sessanta, attraverso portali temporali (di dubbia locazione) e un’importante missione da portare a termine, che potrebbe stravolgere il corso degli eventi, ossia salvare il presidente John Fitzgerald Kennedy.

Attenta ai dettagli e alle ricostruzioni, ricca di citazioni e riferimenti di ogni genere, da quelli musicali quelli cinematografici, fino a quelli di altre opere dello stesso King.

Nonostante qualche difetto, secondo me è una serie che merita uno sguardo e se ancora non vi ho convinto, sappiate che il protagonista è James Franco.


Va sicuramente citato The Young Pope, serie particolare, inverosimile a tratti anche irritante, una serie che o la si ama o la si odia. A voi la scelta, certamente qualcosa di diverso.

Carla

TOP 3: Singoli 2016

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Ed è con il jingle del circo che il Rainbow Fest vi presenta la top3 dei singoli 2016.

Ogni anno scelgo delle canzoni, alcune un po’ fuori dai miei canoni musicali altre un po’ meno, ma che ad ogni modo decido di farmi accompagnare dalla soave musica in uscita, magari mentre mi preparo oppure durante le varie pulizie invernali/primaverili.

Quindi ciò che sto per presentare è la mia personale Top3Songs del 2016.

1° Bastille – Good Grief

I Bastille, nati a Londra nel 2010 è un gruppo musicale “Alternative Rock” britannico, composto da Dan Smith, Chris Wood, Kyle Simmons e Will Farquarson.

Li seguo da quando pubblicarono il singolo “Laura Palmer” per poi leggere la traduzione del testo e capire che non c’entrava un tubo… ma questa è un’altra storia.

Come suggerisce il video, l’ascolto della canzone si presta durante una corsetta o esercizi fisici dato il ritmo che ti trascina senza possibilità di resistere.

https://youtu.be/hOrbfQpdLKo

2° Kings Of Leon – Waste A Moment

I Kings of Leon, nati nel 1999 a Franklin è un gruppo rock statunitense, composto dai fratelli Caleb, Ivan Nathan e Michael Jared Followill insieme al loro cugino Matthew Followill.

Bè cambiare nome e chiamarsi “Tutto in Famiglia” era troppo scontato.

Li ho conosciuti con il loro brano “Sex on Fire”, fissa nel mio lettore mp3 e anche per questo brano piacevole consiglio l’ascolto in macchina o mentre si è in viaggio.

https://youtu.be/AmAaWCFlxEE

3° Band of Horses – Casual Party

Band of Horses, precedentemente noto come Horses, nati nel 2004 a Seattle è un gruppo statunitense indie rock, composto da Ryan Monroe, Tyler Ramsey, Bill Reynolds e Creighton Barrett.

Per due motivi è nella mia top3: Uno perché amo svegliarmi con questo genere di canzoni in testa e Due perché amo i video musicali con party, glitter, maschere, persone travestite da gorilla, dolci ambigui, situazioni inusuali, ballare fuori tempo, i cani che si comportano in modo strano e chi più ne ha più ne metta.

https://youtu.be/vV99ErubyMI

Canzoni che mi hanno un po’ rotto le scatole:

“Vorrei ma non posto” tipica canzone nata solo per vendere;

“Andiamo a comandare” idem;

“Un mondo migliore” dai su Vasco torna a casa;

“Potremmo ritornare” Tiziano caro, dai su smettiamola…

e tutte quelle canzoni che hanno solo fracassato le orecchie.

Bee

TOP 3: Film 2016

Il 2016 si è concluso ed è tempo di classifiche, oggi parleremo dei tre miglior film del 2016, secondo lo staff del Rainbow Fest.

Importante ricordare che le date fanno riferimento alle uscite italiane

Numero 1 – The Danish Girl:

Regia impeccabile di Tom Hooper, fotografia magnifica di Danny Cohen costruiscono un abito perfetto per l’interpretazione maiuscola del trasformista Eddie Redmayne (fresco di Oscar per La teoria del tutto) e della sempre bravissima Alicia Vikander (vincitrice dell’oscar 2016).

Numero 2 – Revenant:

DI CAPRIO HA VINTO L’OSCAR.

Numero 3 – La mia vita da zucchina:

Film d’animazione passato in sordina, a causa della cattiva distribuzione Italiana.

Ci sono dei film (rarissimi) capaci di infrangere una serie di tabù in maniera intelligente, questo film lo fa.

Fuori dal podio ma da tenere sicuramente in conto:

1. The Witch, Il miglior film horror degli ultimi 10 anni.

2. Lo chiamavano Jeeg Robot, L’Italia ha il suo fottuto capitan America, ed è fantastico.

3. L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo, Ragazzi quanto cazzo è bravo Bryan Cranston ?

 

 

Giovanni

Dylan Dog 364: Gli anni selvaggi

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“Lui è il diavolo che ulula da solo nella notte. È il sangue che macchia il palco.
È la lacrima sui tuoi occhi…”

Sulle note di Shout at the devil dei Mötley Crüe si apre l’ultimo albo del 2016, scritto da Barbara Baraldi e illustrato da Nicola Mari.

Un albo particolare, che ci rivela, in modo inaspettato, un altro piccolo tassello del passato di Dylan Dog.

Un passato “selvaggio” con un Dylan poco più che ventenne, road manager della band “Bloody Hell”, ribelle e innamorato del rock “puro”.

Il nostro indagatore dell’incubo si troverà così, quasi da spettatore, a rivivere i ricordi di un amore mai dimenticato, un’amicizia profonda e una vecchia promessa.

Niente creature di altre dimensioni o mostri celati nell’ombra questa volta, ma qualcosa di più subdolo. È infatti “la macchina del successo” il vero orrore. Un “fantasma” in grado di trasformare il rock’n’roll, in uno sterile strumento per fare soldi.

Il tutto, perfettamente incorniciato dalla stupenda copertina di Gigi Cavenago, artefice anche del nuovo frontespizio, che ammetto mi ha un po’ disorientata.

Un albo promosso a pieni voti, se non l’avete ancora letto, fatelo. Lasciatevi sedurre dalla musica del diavolo. Long Live Rock ‘N’ Roll!

Carla

Gli Equinozi – Cyril Pedrosa

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Avete anche voi quell’amico fighetto che pensa che i fumetti siano libri poco introspettivi, e che sappiano solo parlare di super eroi in calzamaglia?

Bene sappiate che questo vostro amico non ha mai sentito parlare dell’ultimo libro di Cyril Pedrosa.

L’opera di cui stiamo parlando si intitola, gli equinozi, un lavoro che ha richiesto tre anni di sudore per il nostro artista.

Dove vediamo quanto Pedrosa sia ormai consapevole del suo talento e di quanto voglia spingere oltre il concetto di fumetto.

L’opera si presenta divisa in quattro macro capitoli, quattro stagioni, quattro personaggi principali.

Ogni capitolo ha una tecnica diversa e va a rispecchiare lo stato d’animo dei personaggi. Così l’autunno, che apre il volume, ha un acquarello dalle tinte spente; l’inverno è costituito da disegni a matita dalle tonalità ovviamente scure; la primavera è un tripudio di pastelli, infine per l’estate Pedrosa adotta una tecnica a tinte piatte con colori contrastanti dove naturalmente i colori caldi la fanno da padrone.

Ciascun capitolo ha inoltre una specifica struttura.

In questo libro non p la storia a farla da padrone a i personaggi stessi che spesso si intersecano ed interagiscono fra loro spesso senza saperlo.

E vediamo infatti un giovane vivere i suoi giorno durante il periodo preistorico dove l’istinto la faceva da padrone, un anziano vivere i suoi ultimi istanti, e ripiange storie mai avvenute, riflettendo sul suo percorso politico e sociale.

Un uomo separato e non capito dalla figlia vive il suo nichilismo quotidiano senza trovare speranza nel futuro per sé e per il mondo, almeno fino all’incontro con il fratello prete. Una giovane si aggira per le strade in cerca d’ispirazione per le sue fotografie.

Ciascuna foto è un flusso di coscienza di queste persone.

Sarà proprio la ragazza ad essere il personaggio cardine, per la struttura del libro.

Perché questo libro non è una semplice graphicnovel, essa è un connubio fra letteratura e fumetto.

Ragazzi se avete questo vostro amico, parente,  scettico sul mondo del fumetto regalategli Gli equinozi di Pedrosa.

 

 

SCENEGGIATURA 9/10

STORYTELLING 10 /10

DISEGNI 10/10

COLORI 10/10

Giovanni Saladino

Dylan Dog Mater Dolorosa

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Ogni amante di Dylan Dog sa che il 26 settembre ricorre il compleanno dell’Old Boy.

“Personalmente attendevo Mater Dolorosa come un’adolescente aspetta la campanella della scuola per tornare a casa.”

Come già avranno spiegato precedentemente Mater Dolorosa è stato curato da Roberto Recchioni, e disegnato da Gigi Cavenago, un connubio che risulta essere perfetto.

Dopo aver fatto questo 3 premesse per me fondamentali posso iniziare a fare questa breve recensione anche perché le persone dopo 15 secondi scrollano o chiudono la pagine, bene partiamo. Iniziamo dicendo che si è vero aspettavo con trepidazione questo fumetto, e da bravo fan boy dell’old boy e della scrittura di Recchioni avevo già costruito aspettative enormi. Aspettative che per fortuna del mio psicologo non sono andate distrutte. Molti lettori hanno più volte attaccato il curatore Roberto Recchioni e la Bonelli, affermando che Dylan non parla più ai lettori e che le citazioni sono difficili da cogliere.

Che Dylan Dog stia prendendo altre direzioni?

Possiamo dirlo sono fra qualche anno, intanto è stato annunciato il numero Zenith 666 di Zagor, ed il ritorno di Tiziano Sclavi nel numero 362.

La festa continua?

Si

Ritornando a bomba sul numero 361 di Dylan Dog, (si lo so ho perso 7 dei miei 15 secondi per parlare di nulla), possiamo riassumere il tutto in una sola parola?

Si.

CAZZOCHEFIGATA.

Il fumetto si presenta con una stupenda copertina di Angelo Stano ispirato al dipinto di Friedrich, Viandante sul mare di nebbia. Cavenago palesemente ispirato dalla storia gioca con il lettore alternando colori freddi con colori caldi. Recchioni, invece, imposta la storia su 3 diversi piani temporali, scusa Nolan ora c’è un nuovo RE :

– IL PASSATO

– IL MONDO ONIRICO

– IL PRESENTE

Dylan inoltre, come Rorschach, diventa il narratore della storia, ma non è l’unica citazione: Vi sono critiche velate al mondo odierno come il riferimento della Brexit durante l’incontro di John Ghost, altre più nerd come durante lo scontro tra la madre di Dylan e Mater Morbi dove viene palesemente citata la spada dell’amore di Scott Earned, altre ancora cinefile come la citazione a Kill Bill durante la somministrazione del siero della vita eterna. Personalmente preferisco l’omaggio a Klimt  con riferimenti al quadro Dane, durante l’abbraccio tra Dylan e la madre, e Dylan e Mater Morbi.

Ultime due righe per fare i complimenti a Cavenago che ha creato opere tascabili, la mia preferita rimane l’illustrazione di pagina 12.

SCENEGGIATURA 8/10

STORYTELLING 8 /10

DISEGNI 10/10

COLORI 10/10

* unica pecca lo scontro tra Morgana e Mater Morbi è risultato un po’ lungo.

Giovanni Saladino

Animali Fantastici e dove trovarli

96454162-83d5-4cfe-9d56-c3df1bdf88daAbbiamo visto Animali Fantastici e dove trovarli e tutti vogliamo uno #snaso.

Recensione fra 3 2 1 ….

1997 – 2007: dieci anni. 2001 – 2011: ancora dieci anni.
Ci sono voluti 7300 giorni per permettere a Joanne Kathleen Rowling di completare la sua saga sulle avventure di Harry Potter.

Ed è per questo che recensire Animali Fantastici e dove trovarli è insolitamente difficile.
Tuttavia Animali Fantastici è SI un’ operazione indubbiamente commerciale, ma che riesce a non scadere in un mero fan service, evitando di riproporre le stesse atmosfere e le medesime ambientazioni.

Anche perché chi avesse letto il primo romanzo da adolescente sarebbe ormai troppo grande per accontentarsi del piacere malinconico della stessa meraviglia.
Lo sa bene proprio la Rowling che decide di scrivere in prima persona la sceneggiatura di Animali Fantastici, e le insicurezze della scrittrice si sentono notevolmente, in un ritmo a volte troppo lento.

La trama è molto semplice nel 1926 il magi-zoologo Newt Scamander (Eddie Redmayne) lascia la scuola di magia di Hogwarts per approdare a New York, dove ha una missione che conosce soltanto lui.
Qui rimane coinvolto in un caso misterioso che rischia di rivelare alla città l’esistenza della magia, venendo accusato dal Magico Congresso degli Stati Uniti di essere la causa di misteriosi incidenti.
Con l’aiuto dell’impiegata Porpentina (Katherine Waterston), sua sorella Queenie (Alison Sudol) e del babbano / no-mag Jacob (Dan Fogler) cercherà di risolvere la situazione.

Animali fantastici è un bellissimo viaggio ma non senza problemi, oltre alla già citata lentezza soprattutto nella prima parte, vi è una poca caratterizzazione dei personaggi secondari.

Ma il film personalmente va preso per quello che è, un inizio di un lungo nuovo viaggio.

P.S. QUANTO CAZZO E’ BRAVO Eddie Redmayne?

P.S. 2 – SPOILER –
SI C’E’ DEEP MA NON FA PRATICAMENTE NULLA ED E’ BIONDO

P.S.3 NO MAG NON SI PUO’ SENTIRE

Regia e fotografia: 3,5/5
Sceneggiatura: 3/5
Recitazione: 4/5
Coinvolgimento: 4/5

Giovanni Saladino

Mostra Lucca Comics ’16

Se il fumetto sia arte o meno se ne discute ormai da decine di anni, è inutile discuterne, ed è ancora più inutile dire cosa ne pensiamo noi.

Dal 15 ottobre al 1 novembre a palazzo Ducale nella città di Lucca si è tenuta una mostra che personalmente definirei la più riuscita (in ambito fumettistico) in Italia.

Svisceriamo questa mostra in 3 punti: Arte, Interazione, Organizzazione.

Arte

Nella mostra erano presenti: Zerocalcare, Kamimura Kazuo, Casty, Benjamin Chaud, Tony DiTerlizzi, Frank Cho e Cornellà.

Partiamo dal primo Zerocalcare. Per chi fosse vissuto per troppo tempo in una cripta Zerocalcare oltre ad essere l’artista più famoso al momento è colui che ha curato la parte grafica della fiera del fumetto. Ha ridefinito il concetto di libreria divaria in Italia, ed è famoso per avere una nemesi a forma di armadillo. In questa mostra l’artista è stato sviscerato, sono state esposte le sue tavole più famose e mostrato il suo passato fatto di centri sociali e musica punk.

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Kamimura Kazuo

Artista morto troppo giovane per essere ricordato dai più piccoli. È stato uno dei primi artisti a definire il concetto di graphic novel nella sua Giappone nel 1968 con l’opera Paradigma.

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Casty

Andrea Castellan, fumettista italiano. Nella mostra ritroviamo tutto il suo talento da disegnatore, illustratore e sceneggiatore, uno degli allievi più talentuosi e prolifici della casa Disney.

La sua mostra è una continua esaltazione di semplicità e talento.

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Benjamin Chaud

E’ forse la sorpresa di questa mostra. Illustratore freelance, non molto famoso nel nostro paese, ma si possono trovare diversi libri illustrati editi dalla Rizzoli.

Si è messo in mostra con diverse tavole dal tratto “infantile”.

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Tony Di Terlizzi

Amate il genere fantasy?

La fantascienza? Draghi, elfi, streghe ecc ecc?

Amate Dungeons&Dragons e Magic? Bene lui è l’artista che fa per voi.

Ogni tavola di Terlizzi è un WOW generale.

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Frank Cho

Dopo aver creato la mitica serie di “Liberty Meadows” ha risollevato la sua casa madre (la MARVEL).

Ogni splash page del fumettista è un’esaltazione della forza e dell’eroicità dei personaggi.

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Joan Cornellà

Un vero e proprio caso letterario e di costume. Artista discusso e discutibile, il suo lavoro rielabora in chiave pop fintamente infantile con tematiche di genere comune, ma che ci toccano in profondità con uno stile unico e immediato.

Ragazzi è arrivato il TARANTINO dei fumetti.

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“Ok, miei cari dopo avervi elencato gli artisti dal punto di vista illustrativo e psicologico volete che vi dica altro?”

“No”

“Bene”

VOTO 11/10

Interazione

La mostra si apre con l’artista romano Zerocalcare, dove leggiamo la sua storia, possiamo vedere un corto realizzato per omaggiare Rebibbia ma non solo, ogni appassionato poteva scrivere un commento sul sito del Lucca comics e poteva essere trasmesso sul maxi schermo della mostra, in un certo senso il visitatore diveniva così parte integrante della mostra.

Lato negativo per quanto riguarda gli altri artisti non è avvenuta nessuna trovata.

VOTO 7/10

Organizzazione

Parlare dell’organizzazione è abbastanza difficile. La mostra è stata curata nei minimi dettagli. L’unica nota stonata è stata la parte del bookshop, molto scarna e le indicazioni per arrivare alla mostra, molto poche.

VOTO 7/10

Per il resto complimenti a tutto lo staff del Lucca Comics.

Giovanni Saladino

The Cure

Robert Smi13083382_1055677927845190_9125883367077328770_nth nacque a Blackpool in Inghilterra il 21 Aprile 1959. Già da ragazzino possedev
a un immaginario triste, privo di sogni. Inizia la sua carriera musicale con alcuni compagni di scuola nel 1972 ma è con la formazione dei Malice, divenuti poi The Easy Cure nel 1976, che inizia la sua carriera musicale da professionista. La band in seguito cambiò denominazione in The Cure ed album dopo album il suono assumeva sempre più sfumature oscure mettendo in secondo piano sonorità prettamente punk. Robert appassionato lettore di Sartre e Camus iniziò ad ispirarsi alle sue letture per i testi, il primo singolo da loro pubblicato infatti ‘’Killing an Arab’’ è un chiaro riferimento a L’Étranger di Albert Camus, censurata più volte perché definita razzista, la canzone cambiava titolo e ritornello di volta in volta quando veniva eseguita, come ad esempio Killing Another. L’album che sancì il successo internazionale dei The Cure fu ‘’Pornography’’ ritenuto l’album più dark della loro carriera, Robert Smith dopo la sua pubblicazione cadde in un esaurimento nervoso e dovette fermare temporaneamente la sua carriera. Negli anni a seguire ebbero un cambiamento totale delle sonorità, molto più allegre, abbandonando i suoni cupi che precedentemente li caratterizzavano, tuttavia Roberth e soci erano ormai considerati dark e non riuscirono mai a scrollarsi di dosso tale definizione. Un ritorno alle sonorità dark avviene nel 1985 con la pubblicazione di Disintegration. Negli anni a seguire sperimentarono diversi tipi di sonorità, l’ultimo album inciso è 4:13 Dream, più volte Robert ha parlato di un successivo 4:14.

I The Cure saranno in concerto quest’anno in Italia:
29 Ottobre a Casalecchio del Reno (Bologna)
30 Ottobre al Palalottomatica di Roma
1 e 2 Novembre al Mediolanum Forum di Assago (Milano)

Consigli per l’ascolto:

Three Imaginary Boys – (Three Imaginary Boys) 1979
A Forest – (Seventeen Seconds) 1980
Primary – (Faith) 1981
One Hundred Years – (Pornography) 1982
A Strange Day – (Pornography) 1982
Cold – (Pornography) 1982
Pornography – (Pornography) 1982
Lovecats – (Japanese Whispers) 1983
The Caterpillar – (The Top) 1984
In Between Days – (The Head on the Door) 1985
Kyoto Song – (The Head on the Door) 1985
Six Different Ways – (The Head on the Door) 1985
Push – (The Head on the Door) 1985
Close To Me – (The Head on the Door) 1985
A Night Like This – (The Head on the Door) 1985
If Only Tonight We Could Sleep – (Kiss Me Kiss Me Kiss Me) 1987
How Beautiful You Are – (Kiss Me Kiss Me Kiss Me) 1987
Just Like Heaven – (Kiss Me Kiss Me Kiss Me) 1987
Pictures Of You – (Disintegration) 1989
Lovesong – (Disintegration) 1989
Lullaby – (Disintegration) 1989
Fascination Street – (Disintegration) 1989
Untitled – (Disintegration) 1989
Disintegration – (Disintegration) 1989
Friday I’m in Love – (Wish) 1992
Trust – (Wish) 1992
A Letter to Elise – (Wish) 1992
To Wish Impossible Things – (Wish) 1992
The 13th – (Wild Mood Swings) 1996
Out of This World – (Bloodflowers) 2000
Bloodflowers – (Bloodflowers) 2000
The End of the World – (The Cure) 2004
The Only One – (4:13 Dream) 2008
Freakshow – (4:13 Dream) 2008
The Hungry Ghost – (4:13 Dream) 2008
Sleep When I’m Dead – (4:13 Dream) 2008
The Scream – (4:13 Dream) 2008

Alex Raso