Dylan Dog Mater Dolorosa

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Ogni amante di Dylan Dog sa che il 26 settembre ricorre il compleanno dell’Old Boy.

“Personalmente attendevo Mater Dolorosa come un’adolescente aspetta la campanella della scuola per tornare a casa.”

Come già avranno spiegato precedentemente Mater Dolorosa è stato curato da Roberto Recchioni, e disegnato da Gigi Cavenago, un connubio che risulta essere perfetto.

Dopo aver fatto questo 3 premesse per me fondamentali posso iniziare a fare questa breve recensione anche perché le persone dopo 15 secondi scrollano o chiudono la pagine, bene partiamo. Iniziamo dicendo che si è vero aspettavo con trepidazione questo fumetto, e da bravo fan boy dell’old boy e della scrittura di Recchioni avevo già costruito aspettative enormi. Aspettative che per fortuna del mio psicologo non sono andate distrutte. Molti lettori hanno più volte attaccato il curatore Roberto Recchioni e la Bonelli, affermando che Dylan non parla più ai lettori e che le citazioni sono difficili da cogliere.

Che Dylan Dog stia prendendo altre direzioni?

Possiamo dirlo sono fra qualche anno, intanto è stato annunciato il numero Zenith 666 di Zagor, ed il ritorno di Tiziano Sclavi nel numero 362.

La festa continua?

Si

Ritornando a bomba sul numero 361 di Dylan Dog, (si lo so ho perso 7 dei miei 15 secondi per parlare di nulla), possiamo riassumere il tutto in una sola parola?

Si.

CAZZOCHEFIGATA.

Il fumetto si presenta con una stupenda copertina di Angelo Stano ispirato al dipinto di Friedrich, Viandante sul mare di nebbia. Cavenago palesemente ispirato dalla storia gioca con il lettore alternando colori freddi con colori caldi. Recchioni, invece, imposta la storia su 3 diversi piani temporali, scusa Nolan ora c’è un nuovo RE :

– IL PASSATO

– IL MONDO ONIRICO

– IL PRESENTE

Dylan inoltre, come Rorschach, diventa il narratore della storia, ma non è l’unica citazione: Vi sono critiche velate al mondo odierno come il riferimento della Brexit durante l’incontro di John Ghost, altre più nerd come durante lo scontro tra la madre di Dylan e Mater Morbi dove viene palesemente citata la spada dell’amore di Scott Earned, altre ancora cinefile come la citazione a Kill Bill durante la somministrazione del siero della vita eterna. Personalmente preferisco l’omaggio a Klimt  con riferimenti al quadro Dane, durante l’abbraccio tra Dylan e la madre, e Dylan e Mater Morbi.

Ultime due righe per fare i complimenti a Cavenago che ha creato opere tascabili, la mia preferita rimane l’illustrazione di pagina 12.

SCENEGGIATURA 8/10

STORYTELLING 8 /10

DISEGNI 10/10

COLORI 10/10

* unica pecca lo scontro tra Morgana e Mater Morbi è risultato un po’ lungo.

Giovanni Saladino

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