Dylan Dog 364: Gli anni selvaggi

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“Lui è il diavolo che ulula da solo nella notte. È il sangue che macchia il palco.
È la lacrima sui tuoi occhi…”

Sulle note di Shout at the devil dei Mötley Crüe si apre l’ultimo albo del 2016, scritto da Barbara Baraldi e illustrato da Nicola Mari.

Un albo particolare, che ci rivela, in modo inaspettato, un altro piccolo tassello del passato di Dylan Dog.

Un passato “selvaggio” con un Dylan poco più che ventenne, road manager della band “Bloody Hell”, ribelle e innamorato del rock “puro”.

Il nostro indagatore dell’incubo si troverà così, quasi da spettatore, a rivivere i ricordi di un amore mai dimenticato, un’amicizia profonda e una vecchia promessa.

Niente creature di altre dimensioni o mostri celati nell’ombra questa volta, ma qualcosa di più subdolo. È infatti “la macchina del successo” il vero orrore. Un “fantasma” in grado di trasformare il rock’n’roll, in uno sterile strumento per fare soldi.

Il tutto, perfettamente incorniciato dalla stupenda copertina di Gigi Cavenago, artefice anche del nuovo frontespizio, che ammetto mi ha un po’ disorientata.

Un albo promosso a pieni voti, se non l’avete ancora letto, fatelo. Lasciatevi sedurre dalla musica del diavolo. Long Live Rock ‘N’ Roll!

Carla

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